Charles Raszl: “Vengo a raccontarvi le Storie delle Storie”

charles raszl
Profili

Charles Raszl: “Vengo a raccontarvi le Storie delle Storie”

Chi è Charles Raszl?

Abbiamo incontrato Charles Raszl per scoprire e conoscere meglio questo straordinario musicista del corpo, oltre che chitarrista e direttore di coro, proveniente da una terra lontana ricca di cultura, suoni, tradizioni, stili, colori, razze: il Brasile.
Da diversi anni Charles viaggia il mondo portando in giro la sua valigia di conoscenze diffondendo la ricerca tra la musica del corpo e le danze tradizionali brasiliane che ricostruisce con piccoli frammenti di ritmi, canti, danze, passi e suoni per creare un bellissimo Mandala caleidoscopico.

Immediatamente colpisce il legame fortemente radicato alla tradizione, talmente intenso da lasciare un profumo romantico di un qualcosa che, anche se apparentemente dimenticato, ci travolge in pochi secondi nella sua onda e ci invita a “surfare” nel proprio vissuto.

Il proprio modo di essere e l’approccio alla vita è costruito intorno ai dettami dell’arte, ai capisaldi della cultura, al pensiero della filosofia antica come quando cita una frase del compositore Gustav Mahler, al fine di spiegare il suo rapporto con le origini: “la tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.
Noi siamo il risultato delle culture passate, delle usanze tramandate nel tempo che lasciano qualcosa in ognuno di noi nel movimento, nel corpo, nel pensiero frutto di simboli e storie provenienti da lontano e mutate nel corso dei secoli. Spesso dimentichiamo questo e veniamo distolti dalla velocità della vita moderna, da valori effimeri, dall’egocentrismo e dalla ricerca della “potenza” e dell’infallibilità che però rappresenta solo la superficie del nostro animo. In realtà l’essere di tutti noi è intensamente influenzato da ciò che abbiamo intorno, quello che vediamo ed ascoltiamo mantiene vivo quel “fuoco” che brucia nei solchi lasciati dalle vite di chi ha abitato questa terra.

Un ricco curriculum ci parla di una formazione classica al Conservatorio di musica di San Paolo del Brasile, presso cui è diplomato in chitarra classica e direzione di coro poi diplomato in chitarra popolare all’Università Popolare di Scienze Musicali.
Ha diretto spettacoli musicali, teatrali, è membro ballerino di numerose compagnie, amante delle danze tradizionali, ha composto colonne sonore per cinema e teatro e diretto cori.

Concluso il percorso di studi entra nel gruppo vocale universitario dove incontra Fernando Barba, fondatore dei Barbatuques, che purtroppo pochissimi mesi fa ha lasciato questa terra a soli 49 anni.

I Barbatuques dal ’95 sono il gruppo di riferimento per la Body Percussion in Brasile. Dalla ricerca del proprio fondatore e dei suoi musicisti, questo gruppo ha trovato nell’innovazione delle tecniche di percussione del corpo fuse alla tradizione delle culture un modo nuovo di insegnare e fare musica che ha contribuito enormemente alla diffusione della body music in tutto il mondo come estetica contemporanea e importante strumento educativo.

Il progetto di Barba e del ricercatore Stenio Mendez parte e fonda le radici da un punto di vista pedagogico utilizzando voce e corpo come strumento di comunicazione sviluppando pian piano una tecnica comprensibile a tutti, senza differenze, da bambini a adulti, da musicisti e non, migliorando creatività, coordinazione, percezione di sé e dell’altro in un dialogo universale fatto di schiocchi, battiti di mani, piedi, petto, cosce, senza che nessuna condizione limiti questo gioco di suoni. Un perfetto connubio tra la ricerca timbrica dei suoni e del corpo, la trasposizione corporea dei ritmi tradizionali, il repertorio di canzoni popolari riarrangiate, l’equilibrio tra parti cantante e parti suonate in Body percussion (cit. Stefano Baroni), fa si che questa ricerca artistica pedagogica sia sempre più utilizzata nelle scuole pubbliche e private brasiliane anche perché caratterizzata sia da una facile applicazione che da un basso costo per le istituzioni.

La loro performance crea un’atmosfera ricca che non vuole stupire con effetti speciali, ma portare il pubblico in un coinvolgente vortice di suoni e colori che unisce tramite l’essenza sonora del gruppo. Hanno pubblicato album musicali, cinque per l’esattezza di cui uno per bambini, hanno viaggiato in tutto il Brasile e all’estero con spettacoli ricchi di improvvisazione musicale, tip tap, percussioni vocali e corporee. Tra i tanti eventi spicca la partecipazione alla cerimonia dei Giochi Olimpici di Rio, eventi FIFA, festival internazionali di Body Music in tutto il mondo. 


Momenti molto prestigiosi dunque, ma ascoltare Charles Raszl che ci racconta queste avventure con l’entusiasmo e il sorriso di un bambino, ci riporta poi subito al suo bisogno di essere più vicino alla gente. Indubbiamente i grandi eventi regalano forti emozioni e memorie di “esserci stati”, fama e notorietà ma non danno la possibilità di percepire a pieno il profumo della pelle, lo sguardo di chi ti guarda negli occhi, la voce di ognuno, il battito del cuore, il tatto di chi sta a fianco.

Per questo ama profondamente il lavoro nel Cerchio, perché permette di avere una visuale completa dei partecipanti, una legame visivo che lascia lo spazio dell’espressione personale, ma con la condivisione e la connessione di un grande intreccio di energia umana. Una “bomba atomica” di estetica musicale che prende vita dalla vibrazione e dal movimento, dal cantare e ballare del gruppo, all’interno di un altro gruppo con polifonie e poligestualità che si influenzano le une con le altre.

E’ trasparente e puro con se stesso e non scende nei compromessi della superficialità perché prevede una complessa equazione di qualità che preferisce evitare. Vuole godere dei momenti di paura che è solito affrontare con umorismo per avere un gioco democratico alla pari, gioire delle soddisfazioni, cercare il coraggio e risollevarsi, essere “nudo in anima” e accettare ogni cosa come esperienza grata della vita.

Comment (1)

  1. Rosa Antonuccio

    Sono affascinata da quello che ha vissuto e che vive questo artista. Grazie per averlo presentato in modo così eloquente!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *