Paghjella il canto polifonico ancestrale corso

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Paghjella il canto polifonico ancestrale corso

La Paghjella è un canto polifonico ancestrale e profano, anche se alcuni canti di chiesa furono calcati su questo modello. Alcuni avrebbero potuto credere che questi canti sarebbero scomparsi con il declino della vita pastorale, ma non fu così poichè numerose voci insulari hanno conquistato le più grandi scene internazionali, così come le nuove creazioni in lingua corsa, entusiasmando un largo pubblico.

E’ un canto improvvisato, generalmente senza accompagnamento in cui il testo ha minore importanza rispetto alla voce.

La struttura del canto a Paghjella

La Paghjella è basata sulla forma del “call/response“. I cantanti si posizionano in cerchio con un braccio sulla spalla del vicino e una mano sul proprio orecchio per permettere di ascoltare gli altri cantori e di sentire le proprie “armoniche”. Questo gesto può diventare talvolta istintivo, poichè consente di partecipare psicologicamente alla “circolazione dei suoni”.

La Paghjella è un canto a tre voci all’origine maschile il cui numero non è limitativo e il basso può essere rinforzato.

“U BASSU” (la voce grave): ha un ruolo armonico e sostiene la seconda voce

“A SECUNDA” (la voce media): è la voce principale, quella che definisce la melodia

“A TERZU” (la voce acuta):è eseguita da un solo cantore, ha un ruolo ornamentale ed è l’ultima ad intervenire.

La Paghjella è sinonimo di tradizione musicale e vocale della Corsica.

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